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Buffer

Il buffer è una cosa che, in informatica, viene usata un po’ ovunque. Spiegarti cosa significa buffer potrebbe però farti capire il significato di un’altra parola ormai di uso comune: bufferizzare!

Cosa significa buffer?

Cosa significa buffer

Rossa: parte vista. Blu: parte nel buffer. Gialla: parte non scaricata (clicca per ingrandire)

Cercherò di semplificare il più possibile questa spiegazione e, senza scendere nel tecnico, di rendere molto chiaro il concetto. Il buffer è una parte di memoria (di RAM, di disco o di altre componenti) che deve contenere dei dati per breve tempo, prima che questi vengano elaborati. Ti faccio un esempio: prima di mostrarti l’immagine sullo schermo, i dati che escono dal processore vengono memorizzati in un buffer così che il tuo occhio non percepisca quell’istante di ritardo tra il risultato dell’elaborazione e quello che arriva a te. O, ancora, i dischi fissi salvano i dati in un piccolo buffer prima di scriverli definitivamente, così da diminuire le operazioni e “stressare” di meno il dispositivo.

Ma l’esempio che più ti farà capire cosa è il buffer è quello dello streaming da Internet, da cui deriva anche la parola “bufferizzare”! Quando tu decidi di vedere un film in streaming o ascoltare una radio in streaming, mentre tu guardi o ascolti, la parte immediatamente successiva viene scaricata e mantenuta in un piccolo buffer nella memoria.

Così, man mano che il film o l’audio vanno avanti, questi saranno presi dal buffer della memoria e non direttamente da Internet: in questo modo diminuiscano le probabilità che il filmato si blocchi se la connessione non è velocissima.

Proprio da qui arriva l’espressione “bufferizzare”: si dice che un film o una radio in streaming bufferizzi quando i dati dal buffer vengono letti prima che la rete (spesso lenta!) riesca a scaricarne altri. Il risultato? La riproduzione si blocca!


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