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OLED

L’arrivo della tecnologia OLED è stato importantissimo per realizzare la maggior parte degli schermi che abbiamo oggi! Cosa significa OLED? Cercherò di spiegartelo in termini semplici!

Cosa significa OLED?

Andiamo ancora una volta a pescare questa parola dall’inglese! OLED è la sigla di “Organic Light Emitting Diode”, ovvero “diodo organico elettroluminescente”.

cosa significa OLED

OLED: gli schermi che hanno cambiato la tecnologia

E, a meno che tu non sia un elettricista, questa frase non ti dirà assolutamente niente. Non è un problema: l’importante è che tu capisca cosa è di fatto uno schermo OLED e perché è così importante.

Parlando in termini spiccioli, uno schermo OLED è un tipo di schermo piatto molto simile a quello a cristalli liquidi (che si chiama invece LCD), con la differenza che non richiede retroilluminazione (ovvero una luce permanente accesa sul retro del pannello) per mostrarti le cose. Questo porta ad un notevole risparmio di elettricità rispetto agli schermi a cristalli liquidi (e ovviamente meno spreco di batteria sugli smartphone e i tablet), immagini che si vedono molto meglio ed una maggiore resistenza nel tempo. Gli schermi OLED, infatti, sono decisamente più duraturi rispetto ai classici LCD!

Come funziona un OLED?

Se sei ancora più curioso posso cercare di spiegarti in parole semplici come funziona uno schermo OLED e perché è conveniente per il risparmio della corrente. Ma attenzione: per comprendere dovresti sapere quanto meno cosa è un elettrone! Se non ti è chiaro, dai uno sguardo alla sua definizione su questa pagina, poi torna a leggerci.

Inizio col dirti che, tipicamente, uno schermo OLED è formato da sei livelli:

  1. il sottostrato, ovvero la struttura di plastica su cui si poggia;
  2. l’anodo, ovvero una parte trasparente che, quando riceve corrente, può spostare gli elettroni;
  3. il livello di conduzione, che contiene delle molecole che spostano la corrente al livello di emissione;
  4. il livello di emissione, che contiene delle molecole che si illuminano quando ricevono corrente;
  5. il catodo, che sposta gli elettroni sui vari livelli quando viene attraversato dalla corrente;
  6. la copertura, ovvero la parte di schermo che puoi toccare – fatta tipicamente di vetro o plastica.

Detto ciò, andiamo avanti con la nostra spiegazione: gli schermi OLED mostrano la luce usando un processo che si chiama elettroluminescenza, più difficile da pronunciare che da spiegare. Quando il catodo (negativo) conduce l’elettricità all’anodo (positivo), gli elettroni vengono spinti verso il livello di emissione. Durante questo percorso, gli elettroni passano nel livello di conduzione e vanno a riempire dei “pixel“, producendo luce di diversi colori. Quei pixel illuminati, messi tutti insieme, formano ciò che viene mostrato sul tuo schermo!

Poiché ognuno di questi pixel è illuminato in modo indipendente, non c’è bisogno di una retroilluminazione fissa: questo significa risparmio di corrente e/o batteria. Inoltre, per mostrare il nero non c’è bisogno di illuminazione (se un pixel non viene acceso questo sarà naturalmente nero) – e ciò significa ancora più risparmio! Inizialmente i display OLED venivano usati solo su smartphone e tablet ma, con l’avanzare della tecnologia, sono diventati abbastanza comuni anche per i monitor dei PC e per i televisori.

Curiosità: ad oggi esistono delle varianti degli schermi OLED che sono riuscite a migliorare la qualità delle immagini ed il risparmio di energia. Due esempi? AMOLED e Super AMOLED.


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